La cornamusa scozzese viene suonata solo a Natale?

19.12.2022

La risposta breve a questa annosa domanda è: assolutissimamente NO! Per la risposta lunga, dobbiamo partire un po' più da lontano. Storicamente, infatti, i piper delle Highlands scozzesi venivano impiegati per accompagnare musicalmente ogni momento della vita sociale dei clan, dal più allegro al più mesto. Anche se purtroppo non abbiamo molte testimonianze in questo senso, viene considerato quasi certo che i primi brani per cornamusa delle Highlands fossero danze, molto probabilmente alternate ad arie lente e lamenti con funzione di commiato per i defunti del clan. Da quei brani primitivi col tempo si sono sviluppate le forme musicali moderne, che nel mondo delle cornamuse rappresentano un'eccezione per ricchezza di contenuti 

Dovete infatti sapere che il repertorio tradizionale per cornamusa scozzese è suddiviso in due grandi filoni. Il primo è rappresentato dalla cosiddetta Ceòl Mòr, cioè la "grande musica". Si tratta del piobaireachd (noto anche nella forma anglicizzata pibroch), in pratica un tema seguito da una serie di variazioni via via sempre più complesse, fino ad arrivare a una breve ripresa del tema iniziale nella parte terminale del brano. Sviluppatosi a quanto sembra a partire dal XVII secolo, il piobaireachd non teme il confronto nemmeno con molte forme musicali della tradizione classica. Questo complesso stile musicale viene più che a ragione  considerato la vera musica della cornamusa scozzese, anche se bisogna ammettere che per un neofita può risultare piuttosto ostico da comprendere. 

Nel caso siate a digiuno di musica per cornamusa e vogliate provare ad ascoltare un piobaireachd, il mio consiglio è di non seguire la melodia come si fa istintivamente con la musica a cui siamo più abituati, quindi cercando di indovinare cosa viene dopo. Concentratevi invece sull'insieme dei suoni e sulle sensazioni che questi vi trasmettono. Meglio ancora, fate lavorare la fantasia, immaginandovi di essere un maestoso gabbiano reale, inizialmente appollaiato su uno scoglio roccioso al largo delle Ebridi, che si alza in volo man mano che il brano prosegue diventando sempre più complesso, sorvolando alte scogliere a picco sul mare, le Highlands con i loro laghi e le loro vallate, antichi castelli abitati da spiriti inquieti, fate, folletti e tutto quanto la vostra fantasia vi suggerisce. Alla fine del brano, durante la ripresa del tema iniziale, pensate poi di tornare al vostro scoglio, felici per aver potuto ammirare dall'alto tanta magnificenza. Ecco, questo è il piobaireachd: l'anima più autentica della Scozia e della cornamusa! 

Piobaireachd a parte, come dicevo all'inizio il repertorio della cornamusa scozzese comprende anche un secondo filone: la Ceòl Beag, termine che può essere tradotto all'incirca con "musica leggera" e che è composto da una serie di forme musicali anche molto diverse tra loro. Vi troviamo infatti le Slow Air (arie lente) e i Lament, con questi ultimi che non devono essere confusi con l'omonima categoria di piobaireachd. Ma non solo: compongono la Ceòl Beag anche le marce e le danze, come abbiamo già visto eredi delle prime forme strumentali per cornamusa. Le marce scozzesi sono caratterizzate da una grande varietà di indicazioni di tempo, tanto che possono essere in 2/4, 3/4, 4/4, 6/8, 9/8, 12/8 e perfino in un davvero insolito 5/4.

Per quanto riguarda le danze, le forme più rappresentative sono sicuramente Jig, Reel, Strathspey e Hornpipe, però non mancano nemmeno Valzer e Polke, accanto a brani scritti esclusivamente per una particolare danza come nel caso di "Whistle O'er the Lave O't", riservato allo Seann Triubhas, o di "Ghillie Callum", il brano che solitamente accompagna la celeberrima danza delle spade.

Trovo anche interessante segnalarvi come, accanto alle forme musicali della tradizione che comunque continuano ad essere scritte, ai giorni nostri si assista a un certo fermento compositivo che sfocia spesso in brani dalla forma inedita. Il tutto a dimostrazione di come la cornamusa scozzese, ben lungi dall'essere uno strumento tradizionale relegato al passato, è anzi in continua evoluzione e ben proiettato verso il futuro, sia strutturalmente (come ho già spiegato in un precedente articolo) che musicalmente. 

Dopo questa lunga premessa, diventa chiaro come uno strumento simile non possa essere limitato al solo periodo natalizio. Anzi, se ci fate caso l'unica cosa che non ho nominato nel repertorio tradizionale della cornamusa scozzese sono proprio i brani natalizi, una cosa che sicuramente la differenzia dalle zampogne e dalle cornamuse italiane (parlerò in futuro delle differenze tra questi strumenti), dove invece i brani legati al Natale costituiscono una buona porzione del repertorio. 

Questo però non vuol assolutamente dire che con la cornamusa scozzese non si possano suonare brani natalizi, anzi! Anche in Scozia, nel periodo precedente le festività di fine anno, capita sempre più di frequente di imbattersi in piper impegnati a suonare magari un "Jingle Bells" o un "O Come All Ye Faithful" (Adeste Fideles), spesso anche vestiti da Santa Claus, o almeno col suo cappello. 

Del resto anche il sottoscritto per Natale si propone come Santa Claus scozzese, con tanto di kilt, giacca rossa, cappello a tema e barba bianca. Però il tutto secondo me va fatto con intelligenza, rispettando sempre la tradizione scozzese e lo strumento con la sua importante storia, suonando brani natalizi della cultura anglosassone (insomma, niente "Tu Scendi dalle Stelle", "Piva piva" e affini) e magari intervallandoli di quando in quando con brani più consoni allo strumento.  

Insomma, se la cornamusa scozzese viene impiegata anche in band diciamo "Rock & Co." per farla breve, per giunta spesso con ottimi risultati, non sarà certo qualche brano natalizio a rovinarla. Però ricordiamoci sempre con che strumento abbiamo a che fare e da dove viene, impegnandoci a farlo conoscere ben oltre il semplice repertorio natalizio, soprattutto considerando che in Italia le cornamuse troppo spesso vengono associate esclusivamente a questo periodo dell'anno. 

Una mentalità, evidentemente, da estirpare al più presto! 

A14A066804733AC068DEFAC8DE08468F